Il monitoraggio del territorio richiede una costante innovazione nei processi e nelle tecnologie di rilevamento dei parametri ambientali. Il telerilevamento, inteso come la ripresa a distanza di un soggetto o di un oggetto attraverso dei sensori e in particolare del territorio, è in rapida evoluzione. Sensori sempre più specializzati e geometricamente più performanti rendono questo un segmento di applicazione molto promettente. Recentemente gli UAV (acronimo di Unmanned Aerial Vehicle) e comunemente chiamati "droni", rappresentano l'ultima frontiera per la ripresa del territorio ad alta risoluzione e a bassa quota di volo. Questi velivoli, pilotati da remoto tramite una stazione a terra, hanno la possibilità di montare diversi sensori li rendono utilizzabili in ambito urbano, per analisi di rischio ambiente e per la stima dei cambiamenti uso del suolo e rappresentano una soluzione a basso costo per la creazione ed aggiornamento di quadri conoscitivi condivisi. In tutti questi scenari CLOUD-CAM possiede un vantaggio competitivo nei confronti dei concorrenti che generalmente acquistano ed usano tali apparecchiature. Noi li progettiamo, li modifichiamo, li adattiamo, li programmiamo, li sperimentiamo e li conosciamo nei dettagli apparentemente più insignificanti dell’hardware, del software e delle comunicazioni.... noi siamo i droni...

Tutti i droni del Roma Drone Expo&Show - I droni CLOUD-CAM citati nell'articolo di WIRED

(fonte: WIRED)
I droni sono qui per restare. Per capirlo, è bastato varcare i cancelli della Roma Drone Expo&Show, primo salone aeronautico interamente dedicato a queste piccole diavolerie volanti. Una due giorni intensa, ricca di eventi, workshop e tavole rotonde dove si è discusso di tecnologie, mercato, ma anche e soprattutto di regolamentazione, specie relativamente all’obbligo del patentino introdotto lo scorso aprile dall’Enac, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, per disciplinare l’uso degli Apr (Aeromobili a pilotaggio remoto). E dove non sono mancati i confronti serrati tra produttori, venditori e regolatori che, quando non sedevano nell’area workshop, spesso continuavano a discutere animatamente di patentini, sicurezza e multe in piccoli gruppi distribuiti un po’ ovunque nell’area espositiva. Insomma, ancor più dei droni e delle aziende che li producono (una quarantina quelle presenti allo Stadio Alfredo Berra, dove l’Università di Roma Tre ha ospitato la manifestazione), ad essere protagonista era la passione di chi li compra, li modifica o li costruisce ex novo. 

Oppure di chi sta investendo per avviare un’attività commerciale che si rivela promettente, così come di coloro (e a Roma sono stati in molti) che si accontentano anche solo di vedere questi gioiellini all’opera. Proprio quest’ultimi non sono rimasti delusi: se in fatti il Predator dell’Aeronautica Militare Italiana (sistema di pilotaggio satellitare, 120 nodi di velocità massima, 8 metri i lunghezza e 15 di apertura alare, fino a 26 ore di autonomia ) era solo un mockup a grandezza naturale ed è rimasto a terra, molte e diverse sono state le dimostrazioni di volo tenute durante la due giorni romana.

Il pubblico della Roma Drone Expo&Show ha visto infatti alzarsi da terra un po’ di tutto, dal piccolissimo F8, caratterizzato da un diametro di appena 8 centimetri (ideale per riprese il luoghi altrimenti inaccessibili), all’F1100 cinema da un metro di diametro, sei motori e carrello retrattile. Un drone capace di sollevare senza problemi e orientare a 360 gradi una telecamera 4K. Piloti abilissimi si sono messi alla prova nella pur ristrettissima area di volo, dove i droni non potevano uscire da un recinto di circa 30 metri di diametro né alzarsi oltre i 10 metri, in rispetto alle regole dettate dall’Enac. Con così poco spazio a disposizione, lo spettacolo è stato assicurato improvvisando voli rasoterra in stile “tagliaerba”, ascensioni verticali degne dello Space Shuttle, e perfino un atterraggio direttamente nel portabagagli dell’automobile di ordinanza dei vigili urbani.

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